La facciata illuminata di notte del Palazzo di Giustizia di Roma, con la scritta Corte di Cassazione e la quadriga in bronzo sulla sommità, vista dal ponte
La facciata illuminata di notte del Palazzo di Giustizia di Roma, con la scritta Corte di Cassazione e la quadriga in bronzo sulla sommità, vista dal ponte — foto: Diego Delso · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi passeggia oggi tra i viali alberati di Prati, tra palazzi eleganti, negozi e caffè, fatica a immaginare che fino alla fine dell'Ottocento qui non ci fosse quasi nulla. Eppure il quartiere accanto al Vaticano è uno dei più giovani della città storica: nasce con Roma capitale d'Italia e ne porta ancora addosso le idee, le ambizioni e perfino le polemiche. Ecco la sua storia, insieme a quella del vicino quartiere Della Vittoria.

Prima della città: i Prati di Castello

La zona pianeggiante sulla riva destra del Tevere, alle spalle di Castel Sant'Angelo, era in epoca romana occupata da vigne e canneti, legati alla tradizione ai possedimenti di Domizia, moglie dell'imperatore Domiziano. Nei secoli successivi rimase per lo più campagna: campi coltivati, prati naturali, pascoli e terreni paludosi, esposti alle piene del fiume. Per la vicinanza con il castello l'area era nota come Prati di Castello, un nome che è sopravvissuto nella memoria della città.

Dopo il 1870: nasce la Roma dei ministeri

Tutto cambia quando Roma diventa capitale del Regno d'Italia. La città ha bisogno di case per i funzionari dello Stato che arrivano da tutta la penisola, e le grandi aree libere attirano progetti e investimenti. Già nel 1873 un accordo con il Comune avvia l'idea di un nuovo quartiere in questa zona, che viene poi inserita formalmente nel piano regolatore del 1883.

Il disegno è quello di una città moderna: una griglia di strade regolari, tagliata da grandi assi diagonali che collegano il quartiere al centro attraverso nuovi ponti sul Tevere. L'asse di via Cola di Rienzo, che porta verso il ponte Regina Margherita e Piazza del Popolo, e quello di via Crescenzio, diretto verso ponte Cavour, sono ancora oggi le spine dorsali del rione.

Strade che non guardano San Pietro

C'è un dettaglio che racconta bene il clima di quegli anni. Il nuovo Stato unitario e il Papato erano in forte contrasto dopo la presa di Roma, e l'impianto urbanistico di Prati riflette questo clima: secondo una tradizione molto diffusa, le vie furono tracciate in modo che nessuna avesse come fondale la cupola di San Pietro. Anche i nomi scelti per strade e piazze parlano chiaro: piazza del Risorgimento, piazza Cavour, e molte vie dedicate a personaggi della Roma antica come Cicerone, Lucrezio e Plinio, oltre agli eroi del Risorgimento. Via Cola di Rienzo ricorda invece il tribuno romano del Trecento.

Il Palazzaccio e la Roma umbertina

Il simbolo del nuovo quartiere è il Palazzo di Giustizia in piazza Cavour, progettato dall'architetto Guglielmo Calderini e completato nel 1911. L'edificio, oggi sede della Corte di Cassazione, è imponente e riccamente decorato, e i romani lo hanno ribattezzato con ironia il Palazzaccio. Tutto intorno si sviluppa l'architettura umbertina e liberty che ancora caratterizza Prati: facciate ordinate, portoni solenni, cortili interni.

Nel frattempo i nuovi muraglioni del Tevere, costruiti dopo la grande piena del 1870, mettono finalmente al riparo dalle inondazioni questa zona un tempo acquitrinosa. Prati diventa ufficialmente il XXII rione di Roma il 20 agosto 1921: è l'ultimo rione in ordine di tempo.

Più a nord: il quartiere Della Vittoria

Salendo verso Monte Mario, oltre piazza Mazzini, si entra nel quartiere Della Vittoria, spesso chiamato familiarmente "Prati delle Vittorie". Anche questa zona, pianeggiante tra il Tevere e le colline, aveva un passato militare: era conosciuta come quartiere di Piazza d'Armi per i campi di esercitazione.

La svolta arriva con l'Esposizione del 1911, organizzata per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, che si estese proprio lungo l'attuale viale Mazzini e diede impulso alla costruzione di nuove abitazioni. Il quartiere fu istituito nel 1921 con il nome di Milvio e prese quello attuale, Della Vittoria, nel 1935, in onore della vittoria nella Prima guerra mondiale. Al suo centro c'è piazza Mazzini, inaugurata nel 1926 con il giardino progettato da Raffaele De Vico.

Le vie della Grande Guerra

La toponomastica del quartiere è un vero libro di storia a cielo aperto. Le strade tra viale Mazzini e il Tevere ricordano per lo più gli eroi del Risorgimento, mentre quelle più interne furono dedicate, già nel 1920, a figure e luoghi della Grande Guerra. È il caso di via Monte Pertica: il Monte Pertica, sul massiccio del Grappa, fu uno dei punti più contesi del fronte, teatro di combattimenti durissimi fino all'ottobre 1918. Camminando per queste vie tranquille e residenziali, i nomi sulle targhe diventano un modo discreto per ricordare quegli anni.

Prati oggi

Oggi Prati e il quartiere Della Vittoria sono tra le zone più vivibili di Roma: eleganti ma poco caotiche, ben servite dalla metro A e a pochi passi da San Pietro e dal centro storico. Dal quartiere Della Vittoria, dove si trovano due dei nostri appartamenti, e da San Pietro, dove si trova il terzo, basta una passeggiata per leggere, strada dopo strada, più di un secolo di storia della capitale. Per approfondire potete consultare le schede sui rioni del portale ufficiale turismoroma.it.

Dormire fra Prati e il Vaticano

Tre appartamenti indipendenti a Roma: due in via Monte Pertica, nel quartiere Prati delle Vittorie vicino al Vaticano e allo Stadio Olimpico, e il San Peter Apartment a 100 metri dalla Basilica di San Pietro. Cucine attrezzate, aria condizionata, Wi-Fi e self check-in, da 5 a 7 ospiti.